Un grande suono, ed è solo l’inizio




Rotel | B&W Sistemi Stage




Due sistemi entry-level dalle grandi prestazioni e a un prezzo assolutamente speciale. Un modo intelligente e unico di entrare in possesso di un “vero” sistema Hi-Fi che non smetterà mai di darvi grandi soddisfazioni.






Se da una parte una grossa fetta di appassionati continua a seguire il mercato e a investire sulla riproduzione di qualità, dall’altra entusiasti nuovi, la generazione dell’iPod senza dubbio, ma non di meno molti altri fanatici di musica anche tra i meno giovani, hanno un po’ dimenticato come si ascolta “veramente” la musica. Abbandonato il vecchio impianto, spesso risalente all’epoca d’oro dell’Hi-Fi (’80-’90), in soffitta o spento nel salotto di casa, si limitano a sentire musica come e dove possono, spesso abbandonando completamente il concetto di qualità. Abbiamo così deciso, distribuendo due marchi non solo assolutamente prestigiosi, come B&W e Rotel, ma anche estremamente sinergici (fanno parte dello stesso gruppo industriale e vengono ottimizzati all’ascolto l’uno per l’altro), di proporre due sistemi, lo Stage 1 e lo Stage 2, a un prezzo estremamente concorrenziale in generale, e anche fortemente scontato rispetto al listino. Insieme a questi, alcuni accessori-necessori a completamento del sistema

I due sistemi
Ciò che proponiamo sono due accoppiate molto simili nelle caratteristiche seppure con certe differenze, sia soniche che di versatilità. Il sistema base, quello più economico, propone un integrato Rotel RA-04 da 2X40W, l’entry-level, senza telecomando, il lettore di CD, sempre Rotel, RCD-06 e una coppia di diffusori B&W 686, i più piccoli della neonata serie 600. Lo Stage2, invece, di maggiori pretese, utilizza lo stesso lettore di CD RCD-06, l’integrato RA-05, identico in tutto e per tutto al fratello minore se non per la presenza del telecomando, e le casse B&W 685, un gradino in alto rispetto alle 686 dello Stage1, e “anche” vincitrici del premio EISA come miglior diffusore di quest’anno.
Tutti i prodotti attingono da serie nuove, da poco uscite sul mercato. 06 di Rotel è una linea di prodotti dall’incredibile rapporto qualità/prezzo e che vede, oltre gli integrati e il CD proposti, un altro amplificatore, l’RA-06 molto simile ai fratelli minori, se non per la potenza massima erogata, che in questo caso è di 2X70W, e una coppia di pre/finale l’RC-06 e RB-06 top della Serie. Sorgenti, oltre al lettore di CD RCD-06 anche il sintonizzatore RT-06. Questa nuova linea 06 di Rotel, seppur solo lievemente diversa dalla precedente dal punto di vista estetico, introduce sostanziali migliorie nella circuitazione e nei componenti adottati, per raggiungere una qualità di riproduzione che in molti definiscono incredibile in rapporto al prezzo.
La Serie 600 di B&W, poi, è ancora più recente rispetto alla 06 di Rotel. Innovativa, raffinata, elegante la Bowers & Wilkins ha ridisegnato una delle serie cui maggiormente lega il proprio successo commerciale, realizzando prodotti che uniscono in una sintesi perfetta eccezionalità delle prestazioni e armonia della linea. La nuova Serie 600 si distingue completamente dalla precedente, avvalendosi di forme inedite e componenti tecnologicamente avanzati, pronti a soddisfare le richieste più esigenti. Oltre ai prodotti proposti, una nutrita serie di diffusori specificatamente per Home Cinema (centrali, sub e posteriori) e due diffusori da pavimento, il 684 e il 683. Il primo è un 2 vie e mezzo con tweeter da 25 mm con cupola in alluminio e 2 woofer da 165 mm in kevlar, mentre il 683 è un tre vie classico, con mid-range FST™ da 15 cm, lo stesso tweeter a bordo del 684, e 2 woofer in alluminio da 165 mm.

Alcuni necessori
A corredo con i sistemi Stage 1 e Stage 2 vengono proposti una serie di accessori, opzionali, con i quali completare l’impianto nel modo più appropriato. Prima di tutto dei cavi, attinti dal catalogo Audioquest, da accoppiare nella maniera più idonea alle combinazioni proposte. Abbiamo scelto i Type 2 per le connessioni di potenza e i Sidewinder per quelle di segnali. I primi, con geometria a stella tetra-polare e conduttore di rame LGC solido sono dei cavi con un incredibile rapporto qualità/prezzo e in grado di veicolare al meglio il segnale di potenza generato dagli integrati Rotel. Stesso dicasi per il Sidewinder, scelto nella lunghezza da 0,75 mt vista la tratta davvero modesta da compiere tra lettore e amplificatore e in grado di far esprimere al meglio le doti soniche dell’impianto. Dulcis in fundo, da una parte gli stand per le casse, necessori spesso indispensabili, e dall’altra un giradischi che ha letteralmente spopolato, grazie a prestazioni davvero incredibili se messe in rapporto al suo prezzo di listino. A proposito di stand, quelli proposti con stage sono gli ZR-7 della Solidsteel, eccellenti supporti da 70 cm con gambi in alluminio che uniscono grande solidità a una estetica senza dubbio di grande impatto. Il Debut III della Pro-Ject, infine, dotato di testina Ortofon OM 5E è in grado di essere immediatamente collegato agli integrati Rotel (hanno entrambi l’ingresso Phono MM) con grandi soddisfazioni, per riscoprire come mai prima la propria collezione di vinile.

Ascolto
I due sistemi non lasciano adito a dubbi, e chi conosceva il suono dei coordinati di primo prezzo anche di soli 10 anni fa, rimarrà “almeno” sbigottito. Ciò che colpisce, prima di tutto, è la piacevolezza dell’ascolto, la fluidità con la quale la musica viene riprodotta, senza che nulla appaia fuori posto. Entrambe i sistemi caratterialmente sono simili, non v’è infatti alcuna differenza sonica tra RA-04 e RA-05, e l’ago della bilancia lo fanno in primis i diffusori e successivamente - lo dettaglieremo meglio in seguito - l’uso dei cavi speciali Audioquest e degli stand Solidsteel tutti proposti come accessori.
Il sistema Stage 1 ha un suono molto scolpito, definito, armonico, con una buona estensione sulla gamma bassa, che riesce a convincere anche se generata da un woofer da “soli” 13 cm. La riproduzione della voce è coerente e piena, dettagliata, e anche nei contenuti con maggiore impegno energetico (rock complesso o pieni orchestrali, per esempio), lo Stage 1 e le 686 in particolare non perdono mai ne grinta ne tanto meno energia, riuscendo sempre a mantenere i piani sonori ben delineati. Solo aumentando molto il volume il suono si irrigidisce lievemente; ma non dobbiamo mai dimenticare di trovarci di fronte a un sistema da poco più di mille euro: il risultato a cui assistiamo è già fin troppo lusinghiero. Le 686, dotate di tubo reflex posteriore, vengono fornite con dei tappi per quest’ultimo, parziale (mezza larghezza) o totale. L’applicazione di questi permette di modificare le prestazioni in gamma bassa, asciugandole –ma a prezzo di minore estensione-, secondo l’applicazione dell’una o dell’altra occlusione.
Consigliamo in sede di installazione e di successivo tuning di tentare tutte le possibilità a disposizione, fino a trovare la soluzione che maggiormente soddisfa i gusti personali di ognuno. Stage 2, e le 685 di cui è dotato, sono un significativo passo avanti. Fermo restando infatti la stessa potenza a disposizione, ciò che aumenta è da una parte l’efficienza del diffusore (4 dB non sono affatto pochi, e corrispondono a una percezione di maggiore volume a disposizione) e dall’altra il diametro del woofer -16cm- e la maggiore grandezza del mobile. Ciò ovviamente si traduce in una gamma bassa che scende ancora di più e meglio, riuscendo davvero a stupire l’ascoltatore a cui sembrerà di trovarsi al cospetto di un diffusore di ben altre dimensioni e corpo.
Tutto questo si traduce in una superiore coerenza e migliore capacità di interpretare il messaggio sonoro, che viene riprodotto in modo davvero convincente.
Anche a volumi molto sostenuti, il sistema Stage 2 è eccellente interprete di ogni genere, dalla sinfonica, al rock, fino al jazz, senza mai stancare l’ascoltatore, che si troverà davanti un coordinato in grado di suonare ininterrottamente per ore senza che mai si avverta la minima fatica di ascolto. I 685 sono anch’essi dotati di tappi per il reflex, e anche in questo caso è interessante effettuare numerose prove prima di stabilire la soluzione che meglio si confà ai gusti personali.
Un giusto cenno va fatto ai “necessori” proposti. Con gli stand Solidsteel, prima di tutto, entrambi i diffusori traggono notevole giovamento. Il basso si asciuga e allo stesso tempo diventa più sicuro e perentorio e anche il medio alto se ne giova, trovandosi meglio collocato all’interno del palcoscenico sonoro. Consigliamo vivamente questo accessorio, dove possibile, piuttosto che sistemazioni più sacrificate che svilirebbero le eccellenti doti dei diffusori.
Le 686, inoltre, -le 685 hanno il reflex frontale- soffrono molto delle collocazioni a libreria a causa del tubo reflex sistemato posteriormente e che ha bisogno di un certo volume di “aria libera” attorno per esprimersi al meglio. L’uso dei cavi speciali sia per la potenza che per il segnale è un grosso miglioramento, davvero significativo, che consigliamo a tutti gli utenti dei sistemi Stage.
on un sacrificio economico tutto sommato modesto, infatti, le prestazioni a tutto tondo migliorano significativamente, donando a entrambe i sistemi maggiore musicalità, analiticità e trasparenza.

Conclusioni
Due sistemi e due proposte senza dubbio votate alla qualità e per la qualità. In grado, entrambe, di prestazioni incredibili in relazione al prezzo, si candidano ad essere i “best-buy” della stagione. Versatili e potenti gi amplificatori (offrono anche un ingresso “media player” che visti i tempi appare almeno opportuno), di grande qualità la sorgente e i diffusori, e davvero ben scelti gli accessori, questi sistemi Stage faranno riappropriare dell’ascolto di qualità utilizzando sia la sorgente in dotazione che gli attuali media player, iPod in primis.