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Classè CP-700 | CAM-400




Classè, con la Serie Delta, ha sancito un nuovo riferimento tra le elettroniche d’alto rango. Questa accoppiata, preamplificatore CP-700 con finali CAM-400, è la massima espressione del costruttore canadese in fatto d’amplificazione stereofonica.






Nata circa due anni fa, la serie Delta di Classè si è subito imposta grazie ad un design fuori dalle regole e molto lontano dalle forme squadrate che gli appassionati erano abituati a vedere; le prestazioni, poi, senza minimamente tradire quello che era il sound-feeling del costruttore canadese, si sono arricchite di nuove sfumature, grazie a contenuti tecnici particolarmente curati e sempre ottimizzati attraverso lunghe sedute di ascolto. Uno tra i primi prodotti della serie Delta ad essere disponibili fù l’ottimo integrato CAP-2100 (Gammadelta 4), seguito da alcuni finali di potenza (tra cui i CAM-400 in prova), da un un lettore di CD, il CDP-100 (Gammadelta 3) e da un folto assortimento di elettroniche A/V (prova dell’SSP600/CA-5200 su Gammadelta 5). Dopo questo primo debutto, Classè ha chiamato a collaborare tra le sue fila Alan Clark noto progettista di CD-player, che ha lavorato sodo per sviluppare lettori di assoluto livello sia solo audio (CDP-102 Gammadelta 8 & CDP-202 a breve in prova) che A/V (CDP-300), tutti da poco disponibili in commercio. L’ultimo “sforzo” di Classè è stato il preamplificatore stereofonico CP-700 che proviamo in abbinamento ai CAM-400 su queste pagine, e che è una macchina di assoluto livello e unico anello mancante nel catalogo dell’azienda canadese; si affianca al già ottimo CP-500, più economico, e destinato a combinazioni di livello meno ambizioso.

4 meglio di 2
L’accoppiata che stiamo presentando è, in effetti, costituita da 4 telai separati. I finali CAM-400 sono infatti monofonici, e il preamplificatore CP-700 è un due telai con alimentazione separata.
Concentriamoci prima di tutto sul pre, da molti ritenuto il principale attore nel suono di un impianto. Interamente in classe A, il CP700 vanta una circuitazione a simmetria totalmente complementare e in configurazione dual-mono, potenziometro del volume compreso, che è ovviamente doppio. Quattro gli ingressi RCA e due quelli bilanciati XLR con possibilità di phono opzionale (scheda CPM), a cui si contrappongono due uscite XLR e due bilanciate. L’alimentazione del CP-700, in chassis separato, è costituita da tre sezioni completamente divise tra di loro. Il trasformatore d’alimentazione a bordo, da ben 135VA, possiede 7 sezioni diverse che corrispondono ad altrettanti rami stabilizzati in modo indipendente e che vengono inviati al CP-700 attraverso uno splendido cavo multipolare a norme militari. Nulla è lasciato al caso e lo chassis del preamplificatore, in alluminio e acciaio, oltre che di sicuro impatto estetico, trova la sua ragione funzionale nella lotta alla riduzione delle vibrazioni. I circuiti del CP-700 sono realizzati con componenti di assoluto livello, e tutti scelti secondo stringenti standard prima di tutto acustici; ogni dettaglio costruttivo è teso a ottimizzare la separazione tra i due canali e il rapporto segnale rumore che deve essere il più basso possibile, in modo da non influenzare in nessun modo il segnale che transita nel CP-700. Oltre alla accuratezza sonica, a un prodotto di questo livello viene richiesta anche facilità d’uso, e così Classè ha dotato il CP-700 (ma non di meno anche il fratello minore CP-500 e tutte le sorgenti a catalogo) di display LCD touch-screen posto sul pannello frontale, che in modo a dir poco intuitivo guida l’utente in ogni operazione. Un bel telecomando in alluminio, attraverso il quale è possibile effettuare tutte le funzioni, è fornito a corredo.
Il finale CAM-400, in dotazione a molti studi di registrazione sparsi in giro per il mondo, Abbey Road Studios compresi, è una vera e propria “macchina da Watt”. Dotato di un enorme toroidale per le sezioni di potenza, esso è in realtà alimentato anche da due altri trasformatori, uno per i servizi, e uno per gli stati di ingresso e i driver. Le tecnologie impiegate sono molteplici, j-fets per l’ingresso, mosfet per i pilota e bipolari (Transistor) per i finali, questi ultimi in numero di 32 totali (16 per ramo). Sul pannello posteriore, oltre agli ingressi sia bilanciato XLR che sbilanciato RCA prendono posto due coppie di morsetti di uscita, in modo da rendere il più agevole possibile un eventuale collegamento bi-wiring.

Note di ascolto
L’accoppiata CP-700/CAM-400 appartiene all’olimpo dei “pochi”. Quelle macchine dotate di prestazioni allo stato dell’arte, e quindi in grado di esprimere caratteristiche d’ascolto al di sopra di ogni ragionevole dubbio. La scelta di questa o quella elettronica, a livelli così elevati, diventa un fatto puramente emozionale, assolutamente soggettivo, e quindi non un mediato e ragionato compromesso tra pro e contro. Qui compromessi non ce ne sono, è evidente. Ed è evidente non solo guardando il prezzo di listino (ci sono cose che costano di più e forse non vanno così bene), ma ascoltando questi apparecchi, che sono in grado di restituire il messaggio sonoro semplicemente per quello che è, ne più ne meno. Con grande rispetto, senza nulla aggiungere ne tanto meno togliere. I CAM-400 con la loro esuberante potenza possono permettersi il lusso di pilotare qualsiasi diffusore; li abbiamo collegati a tutte le casse della serie ‘800D senza incontrare ovviamente nessun problema, ma sicuramente lo stesso risultato si otterrà praticamente con qualsiasi diffusore in commercio. Dicevamo della grande trasparenza. Trasparenza e analiticità che mai diventa sterilità ed eccessiva precisione, ma si ha, anzi, la netta sensazione che ogni strumento e ogni sfumatura, seppure nella sua intelligibilità, contribuisca al formarsi del messaggio sonoro in modo del tutto naturale e piacevole. Non ci si stanca, non ci si affatica, e l’accoppiata diventa un compagno fedele di un ascolto emozionante, che porta sù delle sensazioni, che commuove. Le elettroniche sembrano non esserci, sembrano scomparire, per lasciare spazio al messaggio sonoro. Qualsiasi esso sia. CP-700 e CAM-400 non rifiutano incisioni di bassa qualità, suonano con grande piacere qualsiasi cosa, e questa è una grande dote, molto difficile da trovare quando si ha a che fare con prodotti di livello così elevato. Importante sarà collegare tra di loro il CP-700 e i CAM-400 con cavi –assolutamente bilanciati vista la configurazione circuitale- di qualità elevata, e altrettanto consigliamo nella difficile connessione di potenza tra finali e diffusori. Una sistemazione ottimale dei CAM-400 potrebbe essere nelle immediate vicinanze delle casse, utilizzando cavi di potenza il più corti possibile (con una installazione attenta potrebbe essere sufficiente uno spezzone da 1 mt e forse meno) magari attinti dal catalogo Audioquest, e a questo proposito vediamo molto indicati i Volcano, i Kilimanjaro o gli Everest. Per le connessioni bilanciate, invece, l’Extreme Sky sempre di Audioquest è la scelta migliore, e questo sia tra pre e finali che tra sorgente e preamplificatore.

Conclusioni
E’ ovvio che le cifre in ballo sono da capogiro. E altrettanto ovvio che un “quartetto” del genere offre performance di assoluto livello. Ma CP-700 e CAM-400 sono di più di un pre+finale esoterici. Riescono infatti a esprimere una grande dote, che è quella della trasparenza assoluta, ma senza dover pagare lo scotto della poca musicalità, cosa che a volte succede con elettroniche di classe così elevata. I Classè sono, quindi, “anche” estremamente musicali: suonano tutto, e lo suonano come meglio non si potrebbe. Chi può permettersi CP-700 & CAM-400 vivrà grandi emozioni, e farà un investimento “per sempre”.